Nello scorso luglio, per circa tre settimane, Punto in Comune, di piazza Libertà, ha effettuato, in collaborazione con SistemaSusio, un sondaggio conoscitivo tra gli utenti. La rilevazione, anonima e facoltativa ed eseguita da due stagisti, aveva come scopo appurare la percezione generale sui servizi, valutare le aspettative e il grado di soddisfazione dei cittadini, verificare i punti critici e prevederne il miglioramento.
L’indagine, svolta nell’ambito del progetto di Certificazione di Qualità, recentemente conseguita dallo Sportello del Cittadino – Punto in Comune, ha riguardato un campione di 208 utenti composto per il 51% da donne e per il 49% uomini.
Il 47% degli intervistati ha più di 50 anni, il 21% dai
Le professioni: 22% pensionati, 17% impiegati, 17% operai, 11% casalinghe, 8% artigiani e commercianti, 7% imprenditori e libero professionisti, 6% insegnanti, 12% altro.
A partire dall’inaugurazione di “Punto in Comune”, nel marzo di quest’anno, il 48% degli intervistati ha usufruito dei suoi servizi 1 volta; il 46% da
Seppur a pochi mesi dall’avvio e con un forte sbilanciamento delle attività sulla componente anagrafica, il giudizio complessivo e la percezione che emerge dai risultati dell’indagine sui servizi offerti da Punto in Comune è molto positiva: il 65% si ritiene “molto soddisfatto”; il 33% “abbastanza soddisfatto”.
Solo l’1% si ritiene “poco soddisfatto”. Il rimanente 1% preferisce non rispondere.
Particolarmente graditi il miglioramento degli spazi e degli orari, l’accorpamento dei servizi in un unico punto che evita di doversi recare in altri uffici comunali, la cortesia e l’educazione, i tempi di attesa brevi e le operazioni veloci, le informazioni telefoniche rapide ed efficienti, la disponibilità del personale a comprendere i problemi con risposte complete e precise.
Il 51% degli intervistati ha premiato con un “decisamente migliore” la qualità dei servizi offerti rispetto a qualche anno fa. Per il 25% il servizio è un “po’ migliore”, per l’11% è “più o meno uguale”.
Solo lo 0,5% lo ha giudicato “un po’ peggiore”, mentre il 13% degli intervistati ha preferito non rispondere.